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Monday, April 13, 2009

Bye bye!

E' giunta l'ora.
L'inattività mi ha portato a pensare alla sua causa, e la sua causa è forse che questo blog ha fatto il suo tempo.
L'ho aperto appena tornata da New York, appena uscita dall'infernale mondo del liceo, appena entrata nello sfolgorante mondo universitario. Non capivo nulla, tanto era un momento dinamico. E poi la vita è andata avanti, alcune speranze che avevo sono state deluse, alcuni obiettivi falliti, certe strade che nemmeno consideravo sono state aperte, certi punti fermi si sono solidificati.

Adesso, nel punto e nel momento in cui sono, che tutto sommato è proprio dove sarei voluta essere in questo momento preciso della mia vita, ho deciso di smettere di scrivere qui.

Questo luogo comincia ad andarmi un po' stretto, giacché nel punto e nel momento in cui sono adesso, ho la netta sensazione che i Mammut abbiano finalmente conquistato il tanto ambito potere. In modi imprevedibili, ma l'hanno conquistato.

Per cui è giunto il momento di abbandonare questa posizione così aggressiva nei confronti della società degli Opossum, e chiudere un capitolo.

MA COME POTREI SMETTERE DI SCRIVERE, DATA LA SOVRABBONDANZA DI NARCISISMO CHE IN ME RISIEDE?!?!?
non potrei, ecco!
Quindi invito tutte le lettrici e i lettori a cliccare QUI e a seguire le mie deliranti avventure di ciofane tonna nel mondo....
Avevo detto che si chiudeva un capitolo, ma non avevo specificato quale...
salutiiiiiiii

Sunday, January 18, 2009

Anche i pet la fanno...

Dopo alcuni tentennamenti, ho deciso di parlarne.

In fondo, è una normale, sana necessità fisiologica. Senza contare che molti lo considerano un momento di arricchimento culturale (date le numerose pubblicazioni posate sulla lavatrice), altri un'occasione per allenarsi a tetris, altri ancora un semplice momento di riflessione personale.

Ne voglio parlare perchè la settimana scorsa mi ha preso un insano desiderio di far fare la cacca anzi, tanta cacca, al mio adorato pet. Una volta fatta, avrei poi esposto il prodotto su una mensola in bagno.

Ora, forse dovrei presentare al grande pubblico il mio pet, dato che sto parlando di una sua intima funzione che, tra l'altro, in pet society non è nemmeno vitale. Ma per fortuna, il pubblico lettore mi conosce e sa della mia passione per Embè e soprattutto la conosce in quanto amica di amici.

Insomma, questa insana voglia di esporre...trofei mi ha costretto ad analizzare il serio motivo di tutto ciò.

Poi mi sono accorta che sarebbe stato troppo faticoso, e che sicuramente sarei andata incontro a incoerenze con ciò che penso delle apparenze, visto che lo scopo ultimo della pet society è quello di avere la casa più bella e ricca di tutti gli altri, e di avere più amici di tutti gli altri.

Ho quindi deciso di tapparmi il naso e assistere alla creazione di 3 graziose cacchine, più una regalata, che ho riposto su una graziosa mensola in bagno.

Il risultato è che un considerevole numero di amici mi ha chiesto come avevo fatto a far evacuare la mia piccola Embè, con evidente invidia...

Sono scema? sì, decisamente, ma conosco pets (anzi Embè ne conosce) che hanno sistemato le loro cacche in soggiorno, o tra i trofei di corsa e quelli di shopping, io almeno le ho messe in bagno.

E così, com'è, come non è, con questo post sono entrata di diritto nella cerchia di quegli spaventosi sociopatici che parlano dei loro pet su un blog.

Però scusate, Naomi Campbell la fa, Andrea Minguzzi (che palle 'sto Minguzzi) la fa, Bin Laden (mi serviva un terzo improbabile) la fa...che c'è di male se anche Embè la fa???
Peccato che non l'abbia fatta d'oro...

Saturday, March 29, 2008

L'uomo-mocassino

C'è stato un periodo della mia vita in cui questa tipologia di essere umano rappresentava la perfezione. Per fortuna poi è passato.


Non aveva nulla di straordinario o degno di nota, e forse era proprio per quello che mi piaceva così tanto.

Non credo serva nemmeno una descrizione, secondo me basta pensare al Ragionier Filini, da giovane.

Ovviamente, mi piaceva così tanto l'uomo-mocassino perchè avevo a che fare con un suo rappresentante, o meglio, mi sarebbe piaciuto avere a che fare con quel suo rappresentante.

Trovavo meraviglioso il loro essere sempre ben curati, la loro adesione allo stile casual, esattamente come il dottor Shepherd di Gray's Anatomy...lui continua a piacermi sarà che indossa sempre un camice dello stesso blu dei suoi occhioni, maledetto...

Invece adesso le cose sono cambiate, per fortuna degli uomini-mocassino. Il loro essere così precisini mi irrita un pò. Perchè generalmente gli uomini-mocassino sono i primi della classe, sono ordinati, hanno inamovibili abitudini e categorici punti di vista, non hanno troppi scheletri nell'armadio, non amano gli stimoli nuovi e soprattutto, si fanno la barba(tranne il Dott.Shepherd per fortuna). Praticamente incompatibili con la sottoscritta.

Ora, la domanda è: chissà, Madda, qual'è la causa di questo capovolgimento di valutazione...Forse perchè sei andata in bianco un'altra volta?!?!?

No comment.

Tuesday, October 30, 2007

Pubblicità da mammut

Odio la pubblicità. Penso sia coercitiva e spesso di cattivo gusto. Poi per fortuna esistono le eccezioni.

Saturday, October 20, 2007

1989: ovvero scivolo sugli Opossum

Oggi ho ricominciato la mia attività di ufficiale di campo, cioè durante una partita di basket (poteva essere diversamente?!?!?) sono quella che tiene i punti, regola il cronometro, gestisce i cambi.

Non è esattamente divertente, o meglio, non lo è stato all'inizio, perchè servono precisione, ordine e prontezza, che non sono esattamente le mie qualità migliori...comunque ora va molto meglio, dopo un po' ho capito le dinamiche e gli errori che faccio so che non sporcheranno la mia fedina penale, per cui prendo il tutto molto più alla leggera, per fortuna.

Ovviamente ci sono dei lati positiverrimi in questa attività: innanzitutto vengo pagata e non poco rispetto alla media, poi i dirigenti della società mi considerano indispensabile per l'attività (anche in questo caso, poteva essere diversamente?!? :) ) e dulcis in fundo, uno dei campionati che seguo è l'under 19 maschile.

Lo so cosa state pensando Riti, Miri, Sari, Lety, Frensy, che non è una buona cosa che mi piacciano i bambini. Ok, accetto la critica ma controbatto: giuro che io mi impegno, mi sforzo di immaginare questi giovani virgulti che corrono con una palla a spicchi in mano (e sapete cosa vuol dire per me...), che saltano agili e scattanti, che mostrano i loro bei muscoli adolescenziali come antipatici Opossum, grigi, con una disgustosa coda rosa e gli occhietti inespressivi.

Solo che, se invece degli occhietti hanno grandi occhi neri e ciglia lunghissime, se invece della coda sono alti un metro e novanta, hanno braccia lunghe e belle spalle larghe, se invece di essere antipatici sorridono e hanno una voce bassa e calda, i miei sforzi vanno proprio a farsi friggere.

Lo so che state tutte sospirando e alzando gli occhi al cielo, ma giuro che non è colpa mia...io non so che cavolo sia successo ai maschi nati nel 1989... ...ma è mia ferma intenzione vincere questa battaglia contro gli Opossum, per cui domenica prossima tornerò in palestra pronta a combattere.

E se non ci riesco domenica, ci provo la settimana dopo, quella dopo e quella dopo ancora fino alla fine. Non è ancora chiaro se la fine in questione sarà quella del campionato o la mia.


Sunday, August 05, 2007

Knut

Il suo arrivo è stato preceduto da una ventata di orrido profumo (tipo quello delle signore grasse e ingioiellate).

Al collo aveva una corda molto rozza, che gli dava l'aria di un pastor
e di montagna.

Conoscendolo, abbiamo capito che non sarà mai uno favorevole ai piercing, nè tantomeno agli orecchini. Peccato, perchè starebbe bene.

Le cose che - per ora - ama di più sono i fiori e il contatto fisico.


E' talmente bello che tutti e quattro ci siamo innamorati di lui; io l'ho sempre detto di andare pazza per i maschi con gli occhi verdi..


Lui è Knut, un pastore maremmano di 6 mesi...qualche pazzo gli ha tagliato in malo modo le orecchie, poi l'ha abbandonato. Noi ancora non riusciamo a capire come.

La scelta del nome è stata lunga e sofferta. Mia madre voleva chiamarlo Paco: ovviamente è stata fermata in tempo. Un'altra opzione era Lollo, come Gina Lollobrigida, dato il profumo da vecchia zia che faceva appena arrivato. E' stato scartato, con mio grande dispiacere, anche Newman, come Paul per via degli occhi chiari...


Poi mia sorella ha proposto Knut, come l'orsetto bianco tedesco, e la famiglia finalmente si è trovata d'accordo, notando la somiglianza ma scongiurando un similare destino (ora Knut tedesco pesa qualche quintale e è obeso perchè mangia le merendine...)

Ci ha già conquistato tutti, il nostro Knuttino... :)

Thursday, February 15, 2007

I Coccodrilli


Alle scuole medie la prof di matematica e scienze ci ha portato al museo di Antropologia di via Selmi a Bologna. In questo museo oltre alla sezione di antropologia, c’era anche un’area dedicata all’anatomia animale. C’era lo scheletro di un cobra, di un rinoceronte, di un ippopotamo e perfino di un capodoglio.

In un angolo c’era lo scheletro di un coccodrillo, affiancato da un paio di cartelloni in cui erano specificate la razza e le particolarità. Mi ricordo che la guida ci fece fermare tutti in cerchio davanti al coccodrillo, e iniziò a spiegarci che animale straordinario fosse.
Venimmo a conoscenza che quel rettile, in apparenza uguale a tutti gli altri, in realtà ha una caratteristica quasi unica: agli esemplari maschi, nella stagione degli amori, si gonfia una impressionante protuberanza sul muso, all’altezza delle narici. Questo succede perché le femmine, in base alla grandezza della bolla, possano scegliere l’esemplare ideale con cui accoppiarsi.

Dopo anni in cui questa nozione è rimasta nei meandri della mia memoria a lungo termine, qualche tempo fa l’ho riportata alla luce e da allora, assieme alla metafora dei mammut e degli opossum, è tra i miei cavalli di battaglia.

La mia delirante teoria consiste in questo: come i coccodrilli maschi gonfiano una bolla e le coccodrille femmine scelgono in base alla bolla, così gli umani maschi gonfiano una bolla, che può essere caratteriale o attitudinale, in base alla quale le umane femmine li scelgono.

E’ chiaro che agli umani non cresce una protuberanza sul naso, farebbe un po’ schifo, ma in base a quello che dicono o quello che fanno, le umane dovrebbero essere in grado di capire se la bolla di qualcuno è abbastanza adeguata per loro. Per esempio, se uno è brillante, ha la battuta pronta, è sportivo, magari è pure mancino, ecco, potrebbe essere il mio coccodrillo (e non solo il mio… Forse è per questo che ce ne sono così pochi).

Il punto è che se questa darwiniana teoria prendesse piede, si assisterebbe a una semplificazione pazzesca dei rapporti uomo – donna, con un utile risparmio di tempo e energia da parte di entrambi i versanti.
È anche vero che i coccodrilli attuano questa strategia solo per la conservazione della specie, quindi il romanticismo fa a farsi friggere, però nei momenti di indecisione di una ragazza, dire “lui è il mio coccodrillo”, invece di specificare pro e contro di quella persona, può aiutare. O definitivamente distruggere, dipende dal livello di disperazione a cui è arrivata la ragazza…

Friday, December 08, 2006

the last but not the least

E ora amiche mie, la categoria che tutte sognano:

i maschioni imperiali
E’ molto probabile che chi sta leggendo pensi subito a Brad Pitt o Raul Bova. Anche se non è il mio genere, Brad e Raul sono esattamente quello che intendevo. I Maschioni Imperiali sono tutti quei ragazzi o uomini che si possono definire BELLI, senza giri di parole. Sono quelli che lasciano senza fiato, quelli che, se “reali”, faranno tanto ma tanto male alla malcapitata che si innamorerà di loro. Ma questa è un’altra storia.
Non vorrei sembrare inappropriata, ma rientrano nel genere anche tutti quegli esseri maschili che sono in grado di destare assopiti desideri biologici…ci siamo intese?!?!
Se il soggetto in esame è un personaggio famoso, la ragazza è immediatamente conscia del fatto che non lo incontrerà mai, ma proprio per questo cercherà nei ragazzi normali caratteristiche, talvolta assurde e totalmente insignificanti, che la portino a pensare “assomiglia a XXX”. Di questa categoria fanno sicuramente parte: Chris Martin, il cantante dei Coldplay (e non il marito di Gwineth Paltrow!) Gael Garcia Bernal ne “i diari della motocicletta”, Massimiliano Rosolino specialmente quando esce dalla piscina, Keanu Reeves, particolarmente nel film “Speed”, Chris, il papà di Rori in “una mamma per amica”.
E questa lista potrebbe continuare per pagine e pagine, a seconda di gusti e tendenze, ma direi che un quadro generale è stato tracciato.
Ora, consiglierei alle Mammut che leggono di fare un piccolo schema riassuntivo delle categorie, piegarlo e riporlo nell’agenda. Quando poi, una mattina nebbiosa sarete in metropolitana e non saprete cosa fare, provate a mettere in pratica questi piccoli suggerimenti. Vi sentirete come delle scienziate che classificano la fauna circostante; e non pensate che sia poco nobile tutto ciò: se ci pensate bene state concretizzando i principi fondamentali dell’antropologia…

Tuesday, December 05, 2006

categoria n°3: Bistecche (non sono il mio massimo...)

Sicuramente i più immediati da identificare, ne esistono grazie al cielo pochi esemplari, e sono solo Bistecconi. Mascella eccessivamente prominente, abbronzatura troppo artificiale, quantità industriali di gel nei capelli sono le loro caratteristiche standard. Più o meno sono Bistecconi tutti i tronisti di Maria De Filippi e, ovviamente, Ridge di Beautiful.

Sunday, December 03, 2006

categoria n°2: Patati

I Patati erano i miei preferiti anni fa, ora sono in pochi a meritare considerazione. Questi esemplari hanno molto in comune con i Biscotti, salvo il fatto che sono più “farinosi”, più massicci, con i tratti del viso meno eleganti e regolari ma che comunque ispirano tenerezza (o altro…). Andriy Shevchenko, Matt Damon e, volendo, Ben Affleck, aiutano ad afferrare l’idea.
Anche in questa specie esistono i Patatini: Gregory Smith (Efram di Everwood), il difensore della Roma Matteo Ferrari e Jonathan Togo (Ryan Wolfe di csi Miami).
I Patatoni sono forse il genere meno perfetto. Tra i tanti ricordiamo: Gary Barlow (il cantante dei Take That), Richard Gere (ovviamente ai bei tempi) e Russel Crowe.

Friday, December 01, 2006

Categoria n°1: Biscotti

I Biscotti sono i primi della lista dopo Rasho. Questi esemplari di umano sono decisamente attraenti, generalmente il loro fisico è asciutto, ma la loro peculiarità è il viso. Infatti il loro nome deriva proprio dal colore della loro carnagione, unito ai tratti fisionomici, particolarmente dolci. Validi esempi della categoria potrebbero essere: Wentwoth Miller (quello Prison Break), Josh Hartnett e Jared Padalecki, alias Dean, il fidanzato di Rori in “Una mamma per amica”. A dirla tutta, il caro Dean è l’esempio più calzante non dei Biscotti, bensì dei Biscottini, sottospecie che sembrerebbe meno avanzata dei Biscotti, ma in realtà molto più apprezzabile in quanto molto più graziosi e delicati dei Biscotti. Chiudono l’insieme i Biscottoni, che posseggono tutte le qualità sopraelencate, ma presentano caratteri eccessivi per essere considerati i campioni della categoria. Un loro esempio potrebbe essere l’attore Giorgio Pasotti o Nick Carter, quello dei Backstreet Boys. Quest’ultimo è un esempio lampante di come si può passare da Biscotto a Biscottone in pochi anni. Dalle stelle alle stalle.

Thursday, November 30, 2006

Come classificare i ragazzi sia mammut che opossum…i maschietti non si offendano...

In fatto di uomini, il mio tipo ideale è alto, atletico e con i lineamenti semitici… i nasi grossi mi fanno impazzire. Ma può essere anche grasso, magro, calvo o capellone, non mi importa. E’ così. Noi donne possiamo sentirci attratte fisicamente da chiunque. (Wendy Shanker, Vere Curve, Guida alla vita per ragazze grasse)

E’ proprio così, care Mammut alla lettura. Basta che quegli animali strani e spesso un po’ stronzi chiamati ragazzi abbiano un piccolo particolare, una minuscola caratteristica che ci colpisce, e BAM, il danno è fatto! Se non siamo abbastanza forti da conservare un briciolo di amor proprio, restiamo inevitabilmente cotte e, almeno per quanto mi riguarda, insopportabilmente bruciate.
E’ necessario quindi, per evitare troppe dolorose ustioni, imparare a classificare questi esseri, che indiscutibilmente hanno valore per la nostra vita sociale, ma che non dovrebbero prenderne possesso senza il nostro permesso.
Per quanto sia facile dirlo, io non sono mai riuscita a mettere in pratica le poche righe scritte qui sopra, quindi per adesso colleziono delusioni più o meno cocenti, continuando a sperare che il Mio Mammut sia solo in ritardo perché ha trovato traffico.

Detto ciò, in passato mi sono dilettata generando una singolare classificazione degli esemplari maschili (o uomini o ragazzi che dir si voglia), che si basa sul piano esclusivamente estetico, e che è sempre stata apprezzata e utilizzata dalle amiche nella mia situazione. La propongo aggiornata e con la speranza che riscuota il successo del prontuario della ragazza fashion.

Il mio modello di uomo perfetto è alto, slavato, con il viso da bambino e la voce baritonale. Tutte queste “qualità” sono racchiuse in un unico corpo, precisamente in quello di Radoslav (Rasho) Nesterovic, giocatore dei Toronto Raptors, che è alto 213 centimetri, è sloveno (più slavo di così…), biondo, con la carnagione di Lerch della famiglia Addams e nonostante abbia trent’anni ha il viso di un bambino di 8 anni. Meraviglioso.
Da questo modello si diramano i vari rami dello schema, più o meno meritevoli di attenzione a seconda di quanto si discostino dall’esempio tipico.

Thursday, October 19, 2006

destino da mammut

Non è terribile quando il destino o chi per lui decide che è ora di movimentare la situazione? Che non basta l'eccitazione, la contentezza(e la relativa ansia) per aver cominciato l'università, e per i mille impegni che da "adulta" ti sei presa?
E allora cosa pensa di fare il simpatico amico destino?!?
In una vecchia libreria del centro, una di quelle con i proprietari che hanno letto tutto quello che si trova sugli scaffali, l'amico destino ti fa incontrare l'uomo perfetto, o meglio, chi vorresti incontrare per far diventare il tuo uomo perfetto (scusate, psicologia contorta da mammut). Ma il destino, proprio perchè è stanco del fatto che tu abbia raggiunto uno pseudo equilibrio socio-sentimentale, fa beffardamente scomparire la visione travestita da gran bel ragazzo da sotto i tuoi occhi, cosicchè l'equilibrio va a farsi benedire, dato che tu fino a 3 minuti prima dell'incontro sostenevi che di ragazzi perfetti non ne esistessero, e al suo posto comincia a crescere un insano desiderio di suonare a tutti i citofoni del centro per controllare se quel ragazzo era effettivamente reale o solo un miraggio...
Aaaaaahhhhh, questo sì che è uno sfogo...
E' esattamente in questi casi che vorrei tanto essere un Opossum...loro di questi problemi non ne hanno...
Almeno stasera vado a palazzo
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