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Sunday, January 18, 2009

Anche i pet la fanno...

Dopo alcuni tentennamenti, ho deciso di parlarne.

In fondo, è una normale, sana necessità fisiologica. Senza contare che molti lo considerano un momento di arricchimento culturale (date le numerose pubblicazioni posate sulla lavatrice), altri un'occasione per allenarsi a tetris, altri ancora un semplice momento di riflessione personale.

Ne voglio parlare perchè la settimana scorsa mi ha preso un insano desiderio di far fare la cacca anzi, tanta cacca, al mio adorato pet. Una volta fatta, avrei poi esposto il prodotto su una mensola in bagno.

Ora, forse dovrei presentare al grande pubblico il mio pet, dato che sto parlando di una sua intima funzione che, tra l'altro, in pet society non è nemmeno vitale. Ma per fortuna, il pubblico lettore mi conosce e sa della mia passione per Embè e soprattutto la conosce in quanto amica di amici.

Insomma, questa insana voglia di esporre...trofei mi ha costretto ad analizzare il serio motivo di tutto ciò.

Poi mi sono accorta che sarebbe stato troppo faticoso, e che sicuramente sarei andata incontro a incoerenze con ciò che penso delle apparenze, visto che lo scopo ultimo della pet society è quello di avere la casa più bella e ricca di tutti gli altri, e di avere più amici di tutti gli altri.

Ho quindi deciso di tapparmi il naso e assistere alla creazione di 3 graziose cacchine, più una regalata, che ho riposto su una graziosa mensola in bagno.

Il risultato è che un considerevole numero di amici mi ha chiesto come avevo fatto a far evacuare la mia piccola Embè, con evidente invidia...

Sono scema? sì, decisamente, ma conosco pets (anzi Embè ne conosce) che hanno sistemato le loro cacche in soggiorno, o tra i trofei di corsa e quelli di shopping, io almeno le ho messe in bagno.

E così, com'è, come non è, con questo post sono entrata di diritto nella cerchia di quegli spaventosi sociopatici che parlano dei loro pet su un blog.

Però scusate, Naomi Campbell la fa, Andrea Minguzzi (che palle 'sto Minguzzi) la fa, Bin Laden (mi serviva un terzo improbabile) la fa...che c'è di male se anche Embè la fa???
Peccato che non l'abbia fatta d'oro...

Thursday, October 23, 2008

Maddalena pensa che Facebook faccia uscire il peggio di lei

E' il primo a cui dedico lo sguardo la mattina.

E' l'ultimo a cui dedico lo sguardo la sera.

Grazie a lui ho scoperto che se fossi una canzone degli Abba sarei Fernando, se fossi in Grey's anatomy sarei Christina Yang, se fossi in Gilmore girls sarei Lorelai, se fossi un Dio greco sarei Zeus e se fossi un Puffo sarei Quattrocchi (questo lo sapevo anche senza test...).

Non ho - quasi - più interesse per il gossip (tragedia), tanto che mi accontento di leggere i titoli assurdi della homepage di Libero: Isola smutandata, Will Smith gay?, Marini e Cecchi Gori: ritorno al passato (questa è una tragedia).

Ho un mostriciattolo verde in Pet Society che si chiama Embè, ho messo Flixter nella barra dei preferiti e in Geo Challenge ho 11436 rispettabilissimi punti.

Sono fan di 32 pagine (ma aumenteranno di sicuro) tra cui le Pringles, i Pan di stelle, Louis Garrel e Paolo Bitta.

Sono iscritta a 23 gruppi (ma aumenteranno di sicuro) tra cui Ammazziamo il gattino Virgola con una mazza da golf, Starei le ore a guardare lo Chef Tony, Adotta anche tu un surfista californiano di 20 anni e, il mio preferito, Rasho Nesterovic fan club: the man, the mith, the legend (63 convinti membri).

Ho 62 amici, di cui 16 in comune con mia sorella, 16 in comune con qualcuno che non sopporto, 3 o 4 che non vedo dal 1999 e 1 che è Angelo Gigli (quello vero!!!).

Spiando tra gli amici degli amici degli amici, ho trovato il ragazzo che mi piaceva in prima media, il ragazzo che mi piaceva in seconda superiore, il ragazzo che mi piaceva l'estate scorsa.

Uso a sproposito lo strumento Suggerisci persone che xxx potrebbe conoscere, e quando mi arriva la notifica che xxx e yyy sono diventati amici, mi sento utile.

Quando sono fuori casa non vedo l'ora di tornare al pc, quando sono davanti al pc sono talmente conscia di tutte le potenziali attività che potrei fare, che per qualche minuto rimango immobile davanti alla pagina del mio profilo.

Da quando ho iniziato l'università, la pagina iniziale di Mozilla è sempre stata quella di Discipline della Comunicazione, ma da qualche centinaio di ore quando apro Mozilla clicco su "accedi" e il mio mondo è più bello.

E il risultato?!?

Il risultato è che stamattina non ho sentito la sveglia, ho perso il ricevimento della prof che segue la mia tesi e ho perso la proiezione di un raro film avanguardista del 1923 presente nella filmografia obbligatoria del corso di Istituzioni di storia del cinema.

Quando accedo a Facebook il mio mondo è più bello, ma magari gioverebbe se ogni tanto cliccassi anche su "Esci".

Monday, September 01, 2008

Vero Amore

Boyband.
La mia croce e la mia delizia è sempre stata la boyband.
Cosa sarebbe stata la mia adolescenza senza quel senso di frustrazione e di inadeguatezza che mi crescevano dentro ogni volta che vedevo un video o una intervista di una boyband?
Cosa sarei diventata senza sprecare tempo, soldi ed energie per amare qualcosa, più che qualcuno come loro, gli inarrivabili?
Non importava chi ne facesse parte e quando; mi bastava sapere che esisteva un gruppo di ragazzetti carucci che cantava, e io ero felice.

Anche le più sfigate, le meno conosciute, le più trash in assoluto, sono state da me prese in considerazione, secondo la filosofia "vedo del buono in tutti".

Per ragioni ancora sconosciute, ho amato alla follia Gary Barlow, sì, proprio il cicciobombo dei Take That, pure quando aveva i capelli ossigenati, cioè già fuori moda negli anni '90, mamma mia. Se ci penso ho i brividi, ma non voglio più nascondere il mio passato, per quanto orripilante esso sia.

Ho amato Sean Conlon dei 5ive, quello dei cinque con la voce baritonale, il più sconosciuto, che ancora non ho capito che cosa ci stesse a fare con gli altri, visto che non ha mai avuto capelli con le puntine o occhi azzurri. Probabilmente era lì per circuire le poiane come me.

Ho amato, anche se per poco anche tutti gli Ultra. Li ho amati giusto il tempo di comprare il magnifico album in cassetta. Tra l'altro, a guardarlo bene oggi, il cantante sembra Costantino Vitagliano in biondo. Vabbè...

Ho ovviamente amato e continuo ad amare profondamente, da vera BSB fan, Nick Carter (che non ci sarebbe bisogno di mettere il link all'immagine) per due semplicissimi motivi:
1- Chi, onestamente, non ha provato almeno una volta, almeno un secondo, attrazione per Nick, per quel suo faccino da perfetto americano, per quella scodella bionda, per quella voce nasale che ti diceva If you want it to be good girl get yourself a bad boy?? E' una domanda retorica, non serve risposta
2- Prima dell'uscita di Millennium, l'album capolavoro, il povero Nicholas Gene Carter (pure i Bsb girano il coltello nella piaga...) è diventato un cicciobombo cannoniere e non è riuscito più a tornare come agli ossuti tempi di Quit playing games with my heart, tatino.
E se anche lui si è inciccito, per me è una prova sufficiente della sua effettiva esistenza, della sua effettiva umanità.
E per questo Nick Carter I love U 4ever, come scrivevo fino a non molto tempo fa sul diario.

Però, c'è una macchia nel mio pur rispettabile curriculum da fan.

I Ragazzi Italiani.

Pino, Attilio, Manolo, Fabrizio, Alessandro.
Erano atroci, non c'è altro da dire.
A me piaceva Pino, e lo sto dicendo in modo autocritico.
Vabbè, ero piccola. Vabbè il mio senso estetico era ancora poco sviluppato. Vabbè Pino imitava vagamente Nick.
Ma Attilio era 10.000 volte più fico, Magda. Che mi combini? Pino era particolarmente osceno, e anche nella fase "capello lungo", Attilio vinceva 10 a zero... Vabbè, forse è meglio essere indulgente con la me stessa del passato.
D'altronde il passato mi ha permesso di essere così come sono, giusto?!?!?

AAAAAAAAAAAAAAAAAARRRRRRRRRRRRRGGGGGGGGGGGHHHHHHHH!!!!!!!!!




Saturday, May 17, 2008

Giorgio

Nonostante non abbia i mezzi per permettermi nemmeno il dentifricio con il suo nome sopra, Armani è il mio stilista preferito. L'eleganza, lo stile, la classe dei suoi abiti e accessori sono insuperabili.


Preciso che è stato proprio Giorgio in persona che, venendo a sapere del blog, di chi lo scrive e di chi lo legge ha ritenuto opportuno affidarsi a questo mezzo per rendere ancor di più visibili le sue aziende. Avrei potuto farmi pagare, ma data la grande stima che ci lega, ho rifiutato le sue generose offerte: alla fine del post saprà trovare un modo per ricompensarmi.

Ancor più importante della sostanza, in questo mondo è sicuramente l'immagine.
Ma Raul Bova che dalle pagine di un quotidiano afferma ammiccando "fatto a mano su misura", riferendosi ovviamente al suo abito sartoriale, non ha nulla di più di Matthew McConaughey che si lancia sul divano senza camicia. (Tra l'altro in una sua intervista ho letto che: "sicuramente io piaccio alle donne perchè ho un grande cuore..." 'A Matthew, ma vvvafffff....)

Ed è proprio qui che Armani si distingue dal resto del mondo della moda.
In ogni nuova campagna stampa riesce sempre a individuare il testimonial perfetto.

Magnini vince i Mondiali, ed ecco che praticamente subito l'arguto Giorgio lo prende sotto la sua ala protettrice;
il divino Josh azzecca un paio di film in cui recita da dio e Giorgio lo mette in posa e lo spoglia;
Gallinari diventa un fenomeno mediatico e Giorgio lo affigge su 200 metri quadri in centro a Milano.
Su Milano e la sua squadra di basket (l'Armani Jeans, appunto) ci dovrò ritornare, perchè se è vero che se la sta per comperare, io sarei perfetta come general manager e avrei già un'idea sui criteri d'acquisto dei giocatori...


Chiudo con una sua citazione che darà senso a tutto il post:

L'eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare.

Quant'èvvvvvvvèro, Giorgio.

Danilo Gallinari per Armani Jeans e Josh Hartnett per Emporio Armani Diamonds


Filippo Magnini per Emporio Armani 7



Tuesday, April 29, 2008

Maledetti cassonetti

Lunedì sera scorso il sempre ilare destino ha pensato bene di farmi uno scherzo di discutibile simpatia.


Era più di mezzanotte ed ero tornata dall'allenamento stanca morta pronta per bere la mia immancabile tazza di latte con il miele e infilarmi di corsa sotto le coperte. Contrariamente alle mie abitudini avevo invece deciso di fare uno sforzo sovrumano e rimanere alzata nell'attesa di una trasmissione sportiva di la7, Victory, che dopo quella sera non guarderò mai più per protesta.
Mi era stato promesso un servizio sull' Upea Capo d'Orlando, squadra di basket in cui gioca un playmaker (che è lo stesso ruolo di Troy Bolton) argentino di cui mi sono perdutamente innamorata l'8 gennaio di quest'anno.

Non mi dilungo nella descrizione di Juan Manuel (anche perchè qui sotto c'è la foto), ma già il nome dà l'idea di qualcuno d'esotico, vero?!?!
Comunque mi sono sorbita tutta l'orrenda puntata del programma, che ha parlato solo di calcio e calciatori. Verso l'una la conduttrice ha annunciato l'attesissimo servizio, e mi sono risvegliata dal torpore che il calcio mi provoca.

"A Capo d'Orlando, piccolo centro in provincia di Messina..." ma chissenefrega, pensavo, fammi sentire che voce ha il mio bel Juan Manuel. Finalmente lo inquadrano e gli rivolgono un paio di domande, e io mi rendo conto che è il momento che aspetto da due giorni, cioè da quando ho letto di questo benedetto servizio.
Giornalista: Ma tu da quanto sei qui, da quanto giochi qui?
Juan Manuel: Eh, da quattro anni sono qui e mi trovo bene...
Che bella voce che hai tatino! e come parli bene l'italiano...

Poi il giornalista prosegue. Peccato che sotto la mia finestra proprio in quel momento passi il camion della nettezza urbana che doveva svuotare i cassonetti, provocando tanto rumore da sovrastare il volume (già di per se basso) della tv.
Per cui quello che ho capito della fondamentale domanda del giornalista e dell'ancor di più fondamentale risposta di Juan Manuel è stato:

Giornalista:" Ee $%%&//=&$ ?"?$&/ £"&("?!%/(/ fidanzata?"
Juan Manuel (sorridendo):"Eh, &/=£$ %"$%&/&!"Y $%&/?^£$$& la partita..."

CHE CACCHIO HAI DETTO?!?!? NO, NON VALE, RIPETI!!! La fidanzata te la porti alla partita? La fidanzata E' la partita? NON HO CAPITOOOO!! Erano i 20 secondi più importanti della giornata e non ho capito! Ho aspettato fino all'una di notte per quei 20 secondi e non ho capito!!!!

Credevo di essere una professionista del fanatismo, e invece mi sono fatta fregare da uno stupido camion del rusco!!!! Che amarezza...

Ora, dopo una settimana di inutili ricerche su internet, sul televideo, sull'elenco del telefono e sul database della CIA, mi sono rassegnata. Non saprò mai cosa ha detto Juan Manuel. Ma da questo episodio ho imparato 2 cose. La prima è che la prossima volta terrò il volume della tivu più alto, la seconda è che questi sono gli inconvenienti del mestiere di maniaca.

Thursday, April 17, 2008

L'Esigenza ovvero acci al pelo

La paranoia scatta quando senti il ragazzo più grande che commenta ironico un dettaglio fisico di una sua amica: ma vuoi coltivarli i peli su quelle gambe?!?


Tralasciando il fatto che crescere in una comunità prevalentemente di imprenditori agricoli lascia segni notevoli anche nell'ambito delle relazioni sociali, il punto è che da quel momento in avanti le prospettive cambiano. A pensarci bene, è quello il momento in cui capisci di non esser più bambina.

Tutto ad un tratto senti l'Esigenza. Non UNA esigenza, ma L'Esigenza. Sì perchè da quel momento in poi avere il corpo liscio sarà la prima condizione per uscire(ancor più essenziale di avere il corpo pulito), diventerà il motivo per cui inizierai a saltare incontri sociali (in piscina con gli amici, al mare per il fine settimana, ecc), si dimostrerà una valida causa di eterne lotte con tua madre per chi ha diritto di precedenza sul Silk Epil (d'altronde anche lei ai tempi suoi ha sentito L'Esigenza...).

Generalmente poi con il crescere dell'età si riesce a stabilire un limite alL'Esigenza.

Oppure no e L'Esigenza diventa patologica. Il problema è che, come spesso accade, quando ti rendi conto di essere entrata nel tunnel, è troppo tardi per uscirne e soprattutto non vuoi uscirne!!!!

Ma dico io, che male c'è se trovo rilassante usare un decespugliatore in miniatura che strappa i peli uno ad uno e fa un rumore parecchio minaccioso (come quello di un decespugliatore, appunto)?!?! Che male c'è se non mi sento a mio agio tra la gente se dimentico di sistemarmi le sopracciglia o i baffetti (odiosi baffetti, grrrr....) con le pinzette che mi fanno venire le lacrime agli occhi???? - tralascio ciò che in anni di spogliatoio ho visto e sentito a riguardo: scandire le lettere dell'alfabeto con i rutti non è il modo più creativo di riprodurle -

E avrei mille altri aneddoti sull'argomento. Ma chiudo ricordando - con malcelato orrore - il classico filmato di repertorio della Miss anni 50, che spesso si vede su Rai 3 o La 7, nel quale la miss in questione è ripresa dai piedi e lentamente l'inquadratura sale per mostrare tutta la bellezza mediterranea della ragazza...ascelle indecorosamente pelose comprese!!! oh mio dio!!

informazione di servizio: questo post è stato partorito solo per comunicare al mondo che ho bisogno di una cerettaaaaaaa!!!!!!!!

Wednesday, April 09, 2008

Maledetta coerenza...

Premessa:

seconda o terza elementare, nuova maestra che prima di incominciare la lezione ci fa tutto un discorso sull'importanza della coerenza, di quanto ci servirà nella vita e di come sarà certamente strumento di misura del nostro valore per gli altri. Poi ci dice: "ora, visto che non so ancora i vostri nomi, ognuno mi dirà il suo e dirà anche se ha portato il quaderno e il libro. A questo punto ognuno di voi dirà sono coerente, se li ha tutti e due o non sono coerente se gli manca o il libro o il quaderno o tutt'e due".

A me mancava il libro, cazzo. Quindi, quando è stato il mio turno mi sono dovuta alzare in piedi e ho dovuto dire "Maddalena; ho il quaderno, ma non ho il libro; non sono coerente".

Posso dire senza vergogna (tanto ormai..) che è stato un trauma.

Come è facile intuire da quel giorno il mio rapporto con la coerenza è sempre stato travagliato, io che volevo a tutti i costi raggiungerla, lei che puntualmente scappava, facendomi sentire come quel giorno in seconda o terza elementare.

Ma ora, finalmente, ho l'occasione di acchiapparla, la maledetta coerenza.

Ho deciso, in base ai miei valori e al mio modo di pensare, in base alle mie ferme convinzioni e agli ideali che ho sviluppato, che boicotterò le Olimpiadi di Pechino.

E' ovvio che il mio boicottaggio non sia nulla paragonato magari a quello annunciato da Sarkozy o da Bush. Però il mio sarà un gesto - finalmente - coerente.

Fin qui non ho che da congratularmi con me stessa, è un bel gesto, dopotutto. Peccato per un paio di constatazioni.

Sono quattro anni che aspetto le olimpiadi. Sono il mio ossigeno e la mia droga, ogni volta programmo quel mese in modo da poter vedere più gare possibili, appassionandomi anche al ping pong, al rafting o a qualsiasi altra disciplina.

Senza troppi giri di parole: se le boicotto, perdo il nuoto!!!!! la pallavolo!!!! Il basket!!! Aaarrrggghhh!!!dovrò accontentarmi di leggere il giornale la mattina dopo, per colpa di sta storia del boicottaggio...

Ma cosa mi è venuto in mente?!?!?
Non guardare nemmeno un minuto di Olimpiadi, significa niente nuotatore statunitense, niente pallavolista cubano, niente cestista argentino.....noooooooo!!!!!!!!!!!!! Niente di tutta questa gioia per gli occhi, maledetta coerenza....

Ma sono determinata a raggiungere lo scopo e ci riuscirò. Anche perchè ho già pronto il contentino in caso di riuscita della prova di volontà: la maglietta con al posto dei cerchi olimpici le manette, che è troppo fashion!! Inoltre non mi sentirò incoerente a indossarla, in quanto non avrò ceduto al desiderio di guardare anche solo i 50 dorso, per dire.

Certo però che quella maestra di seconda o terza elementare poteva farci capire l'importanza della coerenza anche in un modo meno traumatico...

Thursday, April 03, 2008

Mai amato tanto una polemica...

"ROMA, 29 marzo - No al costume da record, il body LZR Racer della Speedo che tante polemiche ha sollevato per il numero di record mondiali che pare abbia contribuito a migliorare tra i campionati europei di Eindhoven e i Trials australiani. Lo stop, definito precauzionale e motivato dall'esigenza di assicurare pari opportunità a tutti gli atleti, arriva dalla federazione italiana nuoto e riguarda gli assoluti primaverili in programma da martedì prossimo a Livorno e valgono come qualificazione alle Olimpiadi di Pechino. La decisione è stata presa stamani dal Consiglio di Presidenza della Fin che, si legge in un comunicato, «ha deliberato di non consentire l'uso del costume LZR Racer della Speedo ai Campionati Assoluti Primaverili, in programma a Livorno dal primo al 5 aprile prossimi e validi come qualificazione olimpica. La decisione, in linea con quelle assunte dalla federazione canadese, per le selezioni olimpiche (1-6 aprile), e dalla Ncaa, per i campionati universitari (in corso), fonda sulla normativa della Federazione mondiale (FINA) 5.6: " I fabbricanti debbono assicurare che i costumi di nuova approvazione siano disponibili a tutti i competitori"».

«La Federazione Italiana Nuoto - spiega la nota - riesaminerà la questione dopo le decisioni in materia che la Fina assumerà a Manchester, nel corso dei Mondiali in vasca corta, durante una riunione con i fabbricanti di costumi in occasione del congresso generale dell'8 aprile. Considerate le polemiche sorte all'interno del movimento internazionale a seguito dei risultati cronometrici delle ultime settimane, la Federazione Italiana Nuoto ha adottato questa decisione nell' esclusivo interesse degli atleti e dell'intero movimento al fine di garantire pari opportunità, presupposto irrinunciabile per una leale competizione - sottolinea il Presidente Paolo Barelli -. Successivamente alla riunione della FINA in programma a Manchester, la Federazione Italiana Nuoto approfondirà ulteriormente la questione e deciderà nel merito»".
da corrieredellosport.it

Alla luce di questo, per agevolare la più saggia decisione in merito, e cioè quella che costringerà tutti i nuotatori del mondo di gareggiare con i vecchi costumi, quelli fatti a costume da bagno, che lasciano la parte superiore del corpo a contatto con l'acqua (visto come sono profescional? avrei potuto dire "a torso nudo" o "con i pettorali al vento" e invece...), alla luce di questo è necessario fare una bella seduta spiritica e pregare, pregare, pregare perchè si ritorni agli anni '70 di Mark Spitz, dove il costume era praticamente un optional.

In conclusione vorrei precisare, anche se mi sembra proprio superfluo, che il mio entusiasmo è dovuto al possibile ritorno ad una sana e giusta competizione tra gli atleti e a nient'altro...


Ehm, però ora si verifica un problema: che foto metto per dare al post un senso di completezza??E' sempre superfluo dire che non mi serve cliccare su google immagini alla ricerca di qualche guizzante corpo che nuota, e proprio per questo esplarando la cartella immagini "evviva i dorsisti" del mio computer, ho l'imbarazzo della scelta...

Chi inserisco?!?! Il mio dorsista russo preferito? Quell'altro dorsista austriaco? Il mistista americano o l'intramontabile Rosolino che sta bene su tutto?!?!? Sono proprio gran problemi, per cui credo che per non sentirmi in colpa per chi escluderei, non metto nulla, anche se poi il post risulterà incompleto...

Quanto odio le indecisioni...

Thursday, March 20, 2008

Toh, come è piccolo il mondo...

Una cosa di cui non ho mai scritto, ma di cui sono appassionatissima è il doppiaggio.

Sono una di quelle che non si alzano dalla poltrona del cinema finché la bobina non è terminata, adoro concentrarmi sulla voce delle guest stars e capire chi sono per poi leggerne la conferma.

La prima volta che ho fatto questo gioco è stato durante Aladdin, quando ho riconosciuto nella voce del Genio quella di Gigi Proietti. Che brivido quando ho letto il nome nei titoli di coda (e da questo si può capire quanto è stata problematica la mia infanzia...)

Sull'argomento questo sito è meraviglioso, ci passo ore e ore, e mi chiedo come non l'abbia ancora messo tra i links.

Chi inizia questo magnifico lavoro generalmente è figlio o comunque parente di doppiatori. E qui scatta il domandone: è più importante la preparazione o il cognome??? Vabbè...

A questo punto è facile intuire il groviglio di parentela tra le voci, e quindi quello "virtuale" degli attori/attrici a cui si associano naturalmente (che delusione sentire la vera voce del Seth Cohen di O.C...). Accadrà quindi che:

- Jared Padalecki in Una Mamma per amica e Supernatural è figlio di Tom Cruise in Magnolia, ma allo stesso tempo anche di Tom Hanks in Philadelphia. [David Chevalier, figlio di Roberto Chevalier]

- Joshua Jackson in Dawson's Creek (quindi anche Ciuchino in Shrek) è fratello di John Cusak in I perfetti innamorati (quindi anche di Re Julian in Madagascar), di Maggie Gyllenhaal in Mona Lisa (quindi anche di Puffo Forzuto nei Puffi), e della vecchia che in Dirty Dancing cerca di comprare Patrick Swayze (e quindi anche di Dani di Sui monti con Annette). [Nanni Baldini fratello di Oreste, Antonella e Rita Baldini]

- Johnny Depp in Pirati dei Caraibi è fratello di Julia Roberts in Notting Hill, nonchè cugino di John Schneider in Smallville (cioè il papà di Superman), di Michelle Pfeiffer in Hairspray(quest'ultima tra l'altro è moglie di George Clooney in Out of Sight), e di Paul Walker in Fast andFurious. [Fabio Boccanera fratello di Laura, cugini di Massimo, Manuela -moglie di Francesco Pannofino-, e Riccardo Rossi]

- Keira Knigthley in King Arthur è sorella di Kitty Pryde nell'ultimo X-men e figlia di Susan Sarandon in Thelma & Louise. [Myriam Catania sorella di Giulia, figlia di Rossella Izzo e fidanzata di Luca Argentero, che doppiatore non è ma mi sembrava rilevante citarlo]

E si potrebbe andare avanti come Beautiful insegna...

Tuesday, March 11, 2008

Pensieri su braccia e talento

L'altra sera ad allenamento si parlava di talento.
C'era chi diceva che se uno (una) ha una passione, ma vede che non è portato (portata), può tentare di mascherare il talento usando la tecnica, imparata in anni di cagosi e faticosi allenamenti. E spesso l'impressione di non essere al posto giusto rimane nel tempo, che si stia cantando, disegnando o giocando a pallacanestro.

C'era chi diceva che se uno (una) non ha il talento dall'inizio, tanto può fare e tanto può dire, ma alla fine in quella specialità (cantare, disegnare, giocare a pallacanestro) non riuscirà mai a essere come vuole.

C'era chi diceva che con pazienza, pratica e costanza i risultati arrivano in ogni caso, anche e soprattutto per chi talentuoso (talentuosa) non è.

Io ero convintissima della prima ipotesi, ma qualche giorno dopo la chiacchierata in spogliatoio, sono uscita a cena con alcune mie amiche del liceo che ovviamente mi prendevano in giro per il mio spropositato e incondizionato amore per il basket.
Loro, quelle str...., non si capacitano di come "se la Madda vede anche solo un braccio di un giocatore, neanche il giocatore intero, sembra uno di quei critici che stanno davanti ai quadri assorta ad ammirare..." Questo l'ha detto l'amica del 27, mentre quella del 26 rideva...

Mi ha fatto un po' pensare che questa sia l'idea di me di chi mi conosce.

Non in negativo, anzi.

Pensare al fatto che se quando parlo della mia passione riesco a far capire loro (che hanno interessi completamente diversi dai miei) come il basket non sia uno sport come tanti altri, come il rumore della palla che trapassa la retina sia uno dei momenti più belli, come ci siano dei giorni in cui non vedo l'ora di entrare in uno spogliatoio puzzolente pregustando il dopo, come il braccio di qualcuno che tira sia poesia in movimento, se riesco a far capire quanto è grande la mia passione per una palla e un canestro, allora che abbia o non abbia talento poco importa.

Quindi, amiche del 26 e del 27, grazie. Anche se sulla storia del braccio senza il resto del giocatore ci dobbiamo ancora lavorare....

Tuesday, February 05, 2008

Non sono scaramantica, ma..

Stamattina prima di uscire ho aperto il mio ombrello per controllare che non fosse rotto. Era rotto. Allora ne ho cercato un altro e ho aperto anche quello per controllare che non fosse rotto.

Sono uscita di casa e nell'ordine:
- ho perso l'autobus e oggi piove (altrimenti non avrebbe avuto senso cercare un ombrello).
- la lezione delle 9 è iniziata in ritardo, ciò ha significato che per arrivare puntuale a quella delle 11 sono dovuta uscire prima e correre come una pazza dall'altra parte del centro.
-la lezione delle 11 è saltata, ciò ha significato che ho corso come una pazza per nulla,perdendo anche le conclusioni della lezione delle 9.
- in via Indipendenza mi sono fermata a salutare cinquecento persone in cinquecento posti diversi (e io oooodio fermarmi in via Indipendenza a salutare le persone)

E siamo solo a metà giornata...

Friday, February 01, 2008

Material girl

Qualcuno mi ha detto che voleva che aggiornassi il blog, perchè tutte le volte che lo visitava era impaziente di leggere qualcosa di nuovo. E' un gran complimento. Allora ci provo, ad aggiornarlo. Solo che non mi viene bene scrivere a comando. E questo è un problema se vorrò fare la giornalista da grande.

E' un periodo in cui sono particolarmente acquietata dalle cose che ho. Intendiamoci, so bene che avere delle cose è una felicità fuggevole, un fenomeno non importante, che non incide sul mondo.

Però è meraviglioso alzarsi alla mattina e aprire l'armadio con un sorriso, truccarsi e sentirsi bella proprio grazie a quei vestiti e quei cosmetici...
Oppure riempire la tracolla per l'università e man mano che si infilano le cose ci si compiace dell'averle: l'agendina tutta verde, l'astuccino very fashion, il bellissimo portafogli e soprattutto il quaderno per gli appunti completamente coperto da disegni e foto...e la tracolla stessa.

Riflettendo un pò sulla superficialità di questi sentimenti, mi sovviene che per avere tutte queste cose, effettivamente ho dovuto rinunciare ad altro, tipo le vacanze sulla neve, o la festa di compleanno; inoltre non è che avere una gonna nuova o dei nuovi stivali aiuti ad affrontare tutto il resto: il professore stronzo, la fatica di studiare, la perdita di qualcuno, per fare esempi aggiornati. Anzi, davanti a queste circostanze particolari, le cose le si butterebbero dalla finestra, se servisse a risolvere o agevolare situazioni spiacevoli.

Quindi la conclusione è: è bello avere delle cose belle, ma non sono queste quelle importanti.

Chiedo umilmente scusa per il finale alla 7th Heaven, completo di ditino moralizzatore alzato, ma come dicevo prima, non sono mica capace di scrivere a comando, figuriamoci di scrivere conclusioni...

Conclusione numero 2: è bellissimo avere delle cose belle.
Questo va meglio, anche se il Reverendo Camden non approverebbe. Cacchi suoi..

Friday, December 07, 2007

Outing

Ecco. Il giorno è arrivato. Quando meno te lo aspetti Il Giorno arriva. Per il resto del mondo non sarà nulla di apocalittico, ma per te forse cambieranno delle cose. Arriva il giorno dell'outing.

Per quanto mi riguarda, non sarà una rivelazione delle mie preferenze sessuali, già ampiamente illustrate da quando più o meno ho iniziato a parlare. No, sarà un outing sui miei più profondi segreti, sulle bugie che mi hanno permesso di essere quello che sono.
Per cui inizio senza pensarci troppo, altrimenti cambio idea.

- Dico di essere ammiratrice di Audrey Hepburn, ma in realtà ho visto solo Sabrina e un pezzo di Vacanze Romane.
- So chi è stato Che Guevara solo grazie al film I diari della motocicletta, e ho iniziato a interessarmi a Ernesto solo perchè credevo che assomigliasse a Gael Garcia Bernal.
- In realtà non ho mai fumato veramente, perchè non so aspirare e perchè ho rischiato di soffocare quando ci ho provato. Per cui potrei anche evitare lo sguardo complice con i miei amici tabagisti quando si parla di fumo.
- Full Metal Jacket l'ho visto 4 mesi fa e prima di allora andavo in giro chiamando in causa "palla di lardo" quanto più spesso potevo, sperando che nessuno mi chiedesse chi fosse.
- L'isola di Arturo è sul mio comodino con il segno a pag. 28 dal 1999. Questo significa che non posso annoverarlo tra i libri che ho letto.
- Per ricordarmi quanti giorni hanno i mesi devo ripetermi la filastrocca (30 giorni ha settembre con april, giugno ecc).
- Per capire qual'è la destra e qual'è la sinistra devo fare mente locale su quale mano uso per scrivere (la destra, sigh...).
- Matrix me l'hanno dovuto spiegare.
- Quando affermo: "ascolto Janis Joplin" in realtà significa: "ho una sola sua canzone caricata sul lettore".
- Sul comodino, sopra l'Isola di Arturo, c'è Moby Dick, arenata da 7 mesi a pag. 147.
- Non ho mai letto uno nessuno e centomila, ma continuo noncurante a citarlo nelle mie prediche.
- Tabelline e tempi verbali non me li ricordo più; d'altronde non li ho mai studiati bene.
- Leggere le prime tre righe di un articolo di un giornale saltuariamente, non vuol dire leggere Repubblica.
- Avere come primi tre siti Preferiti Ansa.it, aldaily.com e Adbusters.it, non implica una relativa cliccata ogni volta che apro il browser.
- Odio Mtv. questo potrebbe costarmi l'istantanea espulsione da discipline della comunicazione.
- Mi hanno fatto molto ridere quasi tutti gli Scary Movie.
- Tutte le volte che vedo un banchetto di Emergency, mi vorrei fermare. Ma solo per comperare una maglietta.
- Con una mia amica guardo spesso interviste ad attori americani su You Tube. Non le dico che mi ci vogliono almeno 3 riascolti per capire che cazzo ha detto Josh Hartnett.
- Nei test sulle riviste, alla domanda: "preferiresti che ti dicessero che sei A) bella o B) intelligente?" io rispondo B), ma in realtà risponderei A). Tutta la vita.

Ok, basta. Per ora non me ne ricordo altri. Intanto credo di aver scaricato un bel peso. Credo che in fondo l'autocritica sia un toccasana, anche se a volte ho la sensazione di esagerare.
Probabilmente questo post sarà aggiornato di frequente...


Thursday, October 25, 2007

Fuori target

Target, che in lingua inglese significa bersaglio, è un termine che è utilizzato in economia per indicare un risultato di tipo economico posto come obiettivo per una determinata strategia, aziendale, commerciale o di marketing. (da Wikipedia)

Fatte le dovute premesse, ora spiego.
E' tutta la vita che mi sento fuori target. Ciò a cui mi riferisco sono episodi di assoluta inadeguatezza, che avvengono da quando ero bambina, episodi che giudico tragicomici e che non perdo occasione di raccontare con maestria.
Vorrei rendere pubblico quello che considero la prima avvisaglia di come mi sarei sentita inappropriata per tutto il resto della vita.

Poteva essere il 1996 e tutti a scuola eravamo in fibrillazione per una pseudo-recita, in cui ognuno di noi doveva cantare una canzone in inglese. I maschietti avevano optato per sigle di cartoni - credo - e le ragazze si erano divise in gruppi: chi aveva scelto le Spice (Girls) e chi i Backstreet (Boys).

Poi arrivo io, già complessata come una ragazzina di 16 anni a 9. Vincendo l'emozione, faccio partire la cassetta e mi metto a cantare...Wonderwall degli Oasis.
Ok, a mia discolpa posso dire che sicuramente sono sempre stata una bambina triste, ma Gli Oasis? A 9 anni? Decisamente Fuori target.
Mi ricordo ancora la faccia dei miei compagni completamente confusa nell'assistere alla scena..

Ho voluto scrivere questo post principalmente per trovare la forza di rivelare un segreto circa l'essere fuori target. Bene, ora, io, a vent'anni, adoro High School Musical, la cui passione posso condividere solo ad allenamento dove metà delle ragazze ha 15 anni...

No so cosa sia peggio, se High School Musical a 20 anni, o gli Oasis a 9.....
Come mi sento fuori target....

Friday, October 19, 2007

Operazione Angelo: fallita! Doh...

Mestamente, riporto le minuziose fasi del Piano che doveva compiersi stasera, ma che è inimmaginabilmente andato a farsi friggere, causa maledette transenne...sigh! E l'avevo studiato così bene...

L'adolescenza ha alti e bassi. Generalmente i bassi sono molto bassi, e gli alti molto alti... nella mia vita alcuni di questi alti coincisero con i momenti di caccia all'autografo.
E visto che quelle occasioni le rammento come meravigliose ed esaltanti, perchè non riprovare il magico brivido?!?!? Detto fatto, stasera scatta l'Operazione Angelo.

Punto uno: appena i calendari del campionato italiano di serie A di pallacanestro è dato alle stampe, selezioniamo la giornata in cui la squadra o, non volendo strafare, il giocatore preferiti giocheranno al più vicino palasport.

Punto due: procurarsi alla svelta un'amica tappabuchi, che magari non ne sappia molto di basket, disposta ad accompagnarci. Questa è un'operazione molto delicata, serve diplomazia, pazienza e umiltà. Ma tranquille: l'amica in questione, rimarrà talmente ben impressionata, che la prossima volta sarà lei a chiederci di aggregarsi. Avrete così trovato una valida alleata. (rita ti vi bi, ma ricordati che Crosa e soprattutto Angelo li ho visti per prima)

Punto tre: programmare bene gli orari. Se la partita inizia alle 20,30, sarà opportuno arrivare a palazzo per le 19,35, massimo 19,45, in modo che i cancelli saranno appena stati aperti, ci sarà poca gente, le luci non saranno ancora state accese completamente e il vero riscaldamento dei giocatori non sarà ancora iniziato: sarà in quel momento che dovremo agire.

Punto quattro: curare al dettaglio l'aspetto. Questa operazione non servirà solo per far innamorare il (povero?!) giocatore prescelto, ma agevolerà anche la persuasione degli stuart che circonderanno il parquet. Per cui si opterà per un look molto femminile: gonna, stivali, grazioso maglioncino di ciniglia, trucco curato, capelli mossi ma in ordine.

Punto cinque: se riusciremo a eseguire i precedenti passi, il resto sarà un gioco da ragazzi: ci avvicineremo al malcapitato (nel nostro caso Angelo Gigli) fedelmente seguite dall'amica-tappabuco, chiameremo per nome il giocatore e sorrideremo il più disinvoltamente possibile; poi tireremo fuori la nostra bella scarpa da basket bianca e verde(usata la sera prima ad allenamento) e gliela porgeremo con il bel pennarello.

N.B. Stiamo molto attente a resistere all'impeto di scavalcare i cartelloni pubblicitari e buttarci tra le sue braccia; primo perchè avremo la gonna, secondo per evitare un'ordinanza restrittiva a causa della quale saremmo costrette a soffocare il nostro innato talento per gli autografi.

Punto sei: felici e inorgoglite di questa prova, torneremo a casa con il sorriso a 32 denti e per qualche settimana i vostri amici non sentiranno altro da voi se non questa storia in mille salse.
Passato l'entusiasmo, forse è il caso di metterci a far qualcosa di meglio che collezionare feticci, considerato anche che il prossimo esame è fra un mese.

Intanto, stanotte, nel nostro lettuccio, penseremo alla prossima battuta di caccia...



Monday, July 09, 2007

Ode al Tetris


Adoro il tetris, c'è poco da fare.

E' la perfetta metafora della vita. Quando sono in difficoltà, agitata per qualcosa, per una decisione da prendere, accendo il mio vetusto ma stilosissimo Game Boy Pocket e inizio a ordinare i pezzi.

Ordinare. E' proprio questa la magia di Tetris. Compattare e far sparire blocchi costituiti da diverse forme, guadagnare punti e aumentare la velocità. E' incredibilmente rilassante; anzi, no: tranquillizzante.

E poi mentre gioco rifletto. Non che non lo faccia anche in altri momenti, ma quando gioco a tetris credo di essere al massimo della produttività: rifletto sul mondo, sulle persone, su me stessa e su un mucchio di altre cose... Poi spengo il Game Boy e torno a fare qualcosa di più tangibilmente prolifico, se no poi la mamma si arrabbia...

Grazie di tutto, signor Pažitnov.

Aggiungo un doveroso contributo video


Monday, July 02, 2007

Cacciatrice d'autografi

Proprio come nei peggiori film in cui lo sceneggiatore non sa come iniziare la storia, qualche minuto fa ero in camera mia che rovistavo nella libreria e mentre con una mano tentavo di afferrare un orrendo soprammobile perché non cadesse e con l’altra di sfilare un blocco di fogli da disegno, ecco che sfugge dal mio controllo il preziosissimo quaderno degli autografi, che cade e picchia violentemente (con lo spigolo! Ahia!) sul mio piede prima di fermarsi al suolo.
Dopo le imprecazioni del caso, proprio come nei peggiori film, raccolgo il quaderno, mi siedo sul ciglio della terrazza e per magia alla radio passa un pezzo evocativo, malinconico e melenso all’inverosimile (qualsiasi pezzo di Damien Rice, tipo…), così inizio a sfogliare le pagine (è decisamente un film di bassa categoria!)

Le firme sono tutte di atleti – ovviamente! – calciatori, giocatori di basket e anche un pallavolista. Non sono poi così tante ma tutte hanno una storia particolare alle spalle.

Prendere gli autografi potrebbe sembrare solo una lieve (ma pur sempre preoccupante) forma di feticismo, però posso garantire che è un’emozione incredibile, l’adrenalina ti fa sentire invincibile e il sorriso ti rimane stampato in faccia per ore. Userò la metafora delle attrazioni di Mirabilandia per tentare di rendere l’idea.

Il primo è di Franz Granvorka, pallavolista francese nero e con delle mani bellissime. È importante perché è il primo! Avevo 14 anni e l’ormone che cominciava a muoversi… È stato il primo giro sulla Sierra Tonante, le montagne russe e quello, te lo ricordi per tutta la vita.

Il secondo invece è di Carlos Delfino, meraviglioso giocatore di basket argentino (ai tempi fortitudino, sigh!), moro con gli occhi verdi, che ora gioca in NBA con uno stipendio stratosferico. Il suo autografo è stato come il secondo giro sulle montagne russe: credi di sapere che cosa ti aspetta, ma in cima alla prima salita, quella vertiginosa, capisci di aver sottovalutato la cosa, e l’urlo che esce dalla tua bocca è di paura vera…poi quando scendi, capisci che sei pronta per il salto di qualità: il Katun.

Sabato 12 febbraio 2005: vigilia di Bologna - Palermo del campionato di calcio. A scuola c’era assemblea d’istituto, io e alcune mie amiche stavamo tornando verso l’autobus, e dall’altra parte del marciapiede (in via Indipendenza, di fronte alla nutelleria) scorgo un nutrito gruppo di persone vestite tutte uguali, pantaloni della tuta e giacca nera e rosa. Appena fiuto la possibilità di guadagnarmi un nuovo succulento cimelio, abbandono zaino e amiche e attraverso come un fulmine la strada, cercando il mio beniamino. Dopo gomitate e spintoni agli altri ignari giocatori, riesco ad avvicinarlo e con la voce più da barboncina che posso gli chiedo: “scusa Christian, mi fai un autografo?” lui ovviamente esegue, mentre io lo guardo con aria sognante…ah, Christian è Christian Zaccardo, difensore del Palermo e della nazionale campione del mondo…è quello che ai mondiali ha fatto quello spettacolare autogol contro gli USA…nessuno è perfetto.

Tornando dalle mie amiche, con il sorriso stampato di cui sopra, non mi sentivo più le gambe, e le mani mi tremavano, proprio come quando scendi da Katun…meraviglioso!

Ne ho anche altri, ma il post diventerebbe troppo lungo. Questo è un assaggino di quello che succede quando si innalza qualcuno a idolo. Infatti la mia prossima missione da cacciatrice di autografi sarà andare a Roma i primi di ottobre e procurarmi la firma dell’unico vero mio idolo sportivo, Nesterovic, che con la sua squadra (i Raptors di Toronto, dove gioca anche Bargnani) fa un tour in Italia… andrò là con la sua canotta di quando giocava nella virus e probabilmente l’emozione sarà tanta che o non riuscirò a parlare, oppure gli attaccherò un bottone lunghissimo, sempre ammesso che si ricordi ancora l’italiano…magari, tra una chiacchiera e l’altra, gli chiedo anche di sposarmi…

Se qualcuno vuole vedere la Magda in azione è il benvenuto… :)

Tuesday, June 19, 2007

5 sensi

Vista: un papà con in braccio la sua bimba, un ragazzo che scrive con la mano sinistra, Rascio che segna di gancio;





Tatto: la mano nella farina mentre preparo una torta, Uracia, il pupazzo di diversi tessuti e materiali che avevo da piccola (e che ho tutt'ora...);





Gusto: una pizza marinara, la panna cotta di mia mamma, gli spaghetti col tonno, il pranzo delle domeniche d'inverno: tortellini, carne di manzo lessa e purè di patate;




Olfatto: il caffè al mattino(quando senti il profumo da camera tua che sei ancora mezzo addormentato...);






Udito: Chris Martin e Micheal Stipe che cantano insieme; le ruote di un'auto sul vialetto di ghiaia nella casa dove sono cresciuta;

Monday, June 04, 2007

Ricerche

Ok, lo ammetto. Stavo cercando immagini e notizie che già non sapessi su uno dei giocatori di basket che…ehm…seguo. Alla fine sono arrivata a wikipedia; poco fiduciosa ho digitato “Angelo Gigli” nel campo delle ricerche e..tadaaaaa! Ecco una bella pagina senza foto piena di informazioni tecniche sulla carriera, sulle cifre e sulla prospettive di questo giocatore. Fin qui tutto normale, ma il bello arriva ora. In questa pagina c’è anche un piccolo paragrafo dedicato alla sua vita al di fuori del campo,che recita così:

“Al momento single, Angelo
ha diversi interessi: ad esempio leggere la rivista Focus ed i romanzi gialli, ascoltare la musica reggae, specialmente Bob Marley, ed hip hop, specialmente Snoop Dogg e Dr. Dre. Ama molto anche pescare e giocare ai videogiochi con gli amici. I luoghi che gli piacciono di più sono Parigi, Reggio Emilia, Treviso e le lande del Sudafrica .Adora trascorrere le vacanze in Sardegna.
Il suo piatto preferito è la carbonara, ma non rinuncia mai a un buon kebap con gli amici. Adora i film con Carlo Verdone, Julia Roberts e le mitiche saghe fantozziane di Paolo Villaggio. Il film che ha giudicato il migliore, tra quelli da lui visti, è il Signore degli Anelli."

Finito di leggere, mi sono fermata un momento a pensare. Questa è una descrizione assolutamente meravigliosa!
Voglio dire: chi è che è andato a chiedergli queste cose? Una descrizione simile c’è anche sul sito della sua squadra attuale , la Benetton Treviso, quindi dev’essere uno dello staff che è andato da ogni singolo giocatore e gli ha chiesto cosa legge in bagno, perché si sa che il posto di Focus (come quello di Topolino) è sulla lavatrice di fianco al water.

Poi mi immagino questo ragazzone, alto 209 centimetri che, vestito da pefetto pescatore con annesso cappellino, regge una canna sulla riva di un fiume ascoltando Snoop Dogg e Dr.Dre...che immagine da immortalare!

Tralasciando che “non rinuncia mai a un buon kebap con gli amici”, che capisco sia un errore di battitura, ma contribuisce a rendere il tutto ancora più assurdo, ho molto apprezzato che Angelo ami i film con Carlo Verdone e Julia Roberts, che mi sembrano un’accoppiata perfetta.

La cosa folle è che dopo aver letto queste righe, sono contenta di sapere qualcosa in più sulla vita privata di questo sventurato e devo dire che ho constatato con sollievo che c’è qualcuno più invasato e malato di me, evviva! Cioè, anch’io qui scrivo di persone che ehm… “ammiro”, però non mi sognerei mai di redigere una pagina di wikipedia su Paolo Nutini (anche perché c’è già!). :)

Povero angelino mio

Friday, May 04, 2007

Alimento le mie dipendenze

Come recita la cartella delle immagini del mio computer: "non ho più 15 anni". Queste parole che appaiono ogni volta che apro quella cartella hanno proprio la funzione di dissuadermi dal raccogliere...ehm..."materiale"...su chicchessia. E invece temo proprio che la mia assuefazione a questa pratica non passerà tanto presto. Forse il primo passo sarebbe togliere dai preferiti "Google immagini"...
E' che spesso le malattie (le ossessioni?) sono nascoste dietro una voce ruvida, degli occhi verdi o un maledetto sorriso, e io che ci posso fare? Comunque sono anche un po' contenta di questa parte di me che ama incondizionatamente un personaggio semplicemente per come svolge la sua arte, sia questa la musica, la recitazione o lo sport. Posso considerarmi (anzi vorrei considerarmi) una moderna groupie!!!
Ognuno nella vita ha una nobile missione, magari questa è la mia. Magari invece è solo malattia...