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Saturday, August 23, 2008

Il luogo magico e Rocco

E' sempre un magico viaggio in un magico luogo andare in vacanza con la Cazzona, ci si diverte, ci si rilassa, ci si insulta in simpatia (scaricatrice di porto sarai tu), insomma sembra di essere appunto in un magico luogo.


Nel caso specifico il magico luogo è un paesino dell'Abruzzo con abitanti under 7 e over 72, non esattamente una Rimini, per intenderci.
Dopo una settimana in cui il ritmo che scandiva le giornate era pressappoco cibo-bagno-cacca-nanna, rifletto sui buoni motivi che mi hanno fatto tornare a casa. Il cane che per farmi le feste mi sbava addosso? Il caldo assassino? Emanuel Ginobili con una orribile, evidente, incipiente calvizie (anche se questo dimostra che una giustizia esiste)?

Ma perchè invece non sono rimasta là? Arrampicarsi agevolmente sui giochi dei bambini e cipollare con i cellulari, conoscere personaggi come Ray Sugar Sandro, che ancora non ho capito se ci fa o ci è, visitare il paese preferito da D'Annunzio e il paese natale di Rocco Siffredi: questa è vita.

E invece ora siamo di nuovo qui, la Cazzona lavora e si interroga su certi suoi strani sogni, e io invece mi massacro l'anima pensando che tra un anno a quest'ora sarò laureata e temo di non farcela con gli esami, la tesi, il tirocinio...aaarrrggghhh!!!

In città le ansie e i dubbi nascono e aumentano. Nel luogo magico mangiavo Gocciole e imparavo a fare verticali sott'acqua.

Almeno ora ho visto con i miei occhi dove è nato Rocco. Bel posto.

Wednesday, August 06, 2008

Sono ancora viva...

Più di un mese che non scrivo, e non è capitato spesso da quando è nato il blog. Per cui posso afferare con piacere che sono ancora viva...

Ma è caldo, ed è più comodo leggere che scrivere. Per scrivere bisogna muovere le dita, che fatica.

E poi sono più di due settimane che provo a scrivere e mi blocco a metà, disgustando le parole che ho scritto. Che artista tormentata.

Comunque, per riprendere le redini della cronaca, urge uno schematico riassunto di quello che è capitato dall'ultimo post ad adesso, senza timore di essere autoreferenziale, perchè in fondo questo è il mio blog, e se non si parla di me nel mio blog, che cosa l'ho aperto a fare?
Quindi, nell'ordine:
- mi sono repentinamente innamorata di Aaron Eckhart, attore hollywoodiano, e conseguentemente e inevitabilmente ho visto circa il 70% della sua filmografia; da perfetta praticante di stalking.
- ho assimilato l'album "Viva la vida or death and all his friends" in più ho ripassato gli altri tre album, singoli e b-sides, per non arrivare impreparata al concerto del 29 settembre; (dei Coldplay, ovviamente, e se qualcuno non l'aveva capito, gli tolgo il saluto)
- prove odio-amore nei confronti di Facebook, non ho ancora capito se è spaventoso, per il fatto che i dati personali sono fondamentalmente spiabili, oppure è carino, perchè creare un network di amici è una cosa carina
- ho passato un fine settimana splatter, in montagna, con 15 gradi in meno dell'afosa Bologna, in attesa di partire per il ridente Abruzzo, la settimana prossima.

Il tutto contornato da pensieri, parecchio spaventosi ma in un certo senso positivi, su tesi, laurea specialistica, soldi, NewYork, lavoro, casa, amici, vita senza fidanzati, in ordine sparso.

Ok, per oggi basta, anche perchè sto combattendo con la volontà di premere "delete".

Uff, che sforzo con 'sto caldo...

Friday, June 20, 2008

Second life. Or third, fourth, fifth...

In principio il primo user name, quello della prima casella di posta, è quanto di più prevedibile esista: soprannome e anno di nascita, o nome punto cognome, e viva l'originalità.

Poi, dopo un poco di pratica, serve lo user per Messenger. E vuoi essere banale e scontato ripetendo nome punto cognome? soprannome e anno di nascita? nnoonnoonnnoonnoooo.
Meglio cercare qualcosa di più caratterizzante, di più particolare...qualcosa tipo "verdisperanze", con l'ottima doppia lettura ma abbastanza fastidioso quando ci si scambia il contatto, visto che di caratterizzante non ha poi così tanto.

Poi arriva la necessità della seconda casella di posta, adibita ad account serio, che è quello che lasci al professore, quello che metti nel curriculum. Qui non c'è spazio per tocchi di fantasia, iniziale del nome punto cognome è perfetto...fa molto professional e sembra corrispondere a un nuovo atteggiamento verso la rete, alla presa di coscienza del computer anche come mezzo di lavoro.

Infine è necessario il nick name per l'iscrizione a siti di condivisione foto, video, insomma lo user i momenti di svago, e lì ci si sbizzarrisce, perchè ormai si domina il mezzo in modo assoluto...in questi casi il mio è Rincoprincess, trooooppo simpatico e che uso anche per il bluetooth del cellulare (quando riesco a capire come si accende, appunto perchè domino il mezzo...)

Ho paura che di qui a poco, comincerò ad avere crisi di identità...

Friday, August 31, 2007

Una vacanza da favola

C'erano una volta due amiche di non poi così vecchia data, che all'alba dei loro gagliardi 20 anni si sedettero a un tavolo e si dissero:"perchè non facciamo una vacanza assieme?!?"

Detto fatto le due amiche partirono per il regno di Far Far Away. I loro nomi erano Rira e Cheglia ma per fortuna, furono questi solo per una settimana.
Cominciò così la loro avventura in un posto talmente bello da sembrare un sogno: acqua cristallina, oasi verdi, poca gente (dio benedica la media stagione) e calabroni grandi come due dita di una mano.

L'arrivo non fu trionfale per le nostre Rira e Cheglia; infatti, il viaggio le aveva sovrumanamente stancate non dimenticando di frustare e annodare i loro stomaci, e passarono il primo giorno a dormire, lodando e santificando l'aria condizionata e il suo inventore.
Ma le avventure non si fecero attendere troppo, e il secondo giorno le due eroine poterono finalmente scatenarsi e lasciare il segno.

Incontrarono molte persone gentili e cortesi, primo fra tutti il Facchino col Cappellino, che era talmente premuroso da passare anche due, tre volte al giorno dal loro alloggio, interessandosi ai programmi delle ragazze, ai loro gusti e progetti per il futuro. Secondo Rira egli era innamorato di Cheglia, secondo Cheglia di Rira; purtroppo ciò che spingeva il Facchino a questa abbondante cordialità non è stato mai appurato.

Il Bagnino Forzuto fu il secondo incontro importante. Si trattava del bagnino con la cassa toracica più sviluppata del mondo civile, che sembrava gonfiata con la pompa per i materassini (quella su cui si spinge con il piede). Ma anche questo non è mai stato appurato.

Il Cameriere Sergio, di età imprecisata e evidenti problemi a dare il resto, fu una piacevole scoperta. Una breve ma intensa storia lo coinvolse con Rira: lei gli chiedeva un caffè basso con latte freddo a parte e lui (che non aveva capito) le faceva lo sconto.

Intanto Cheglia non perdeva tempo: preferendo la "carne fresca" agli uomini maturi, bazzicava spesso nei pressi del palco della Baby dance, e finalmente trovò la sua preda, un adolescente trentino componente segreto dei Finley, con capelli lunghi sugli occhi, stile da skater e viso scimmiesco. Verosimilmente però il particolare che colpì a morte la cara Cheglia furono i pettorali e gli addominali di Finley, decisamente ipersviluppati per un ragazzo probabilmente appena entrato nel magico periodo della pubertà (*).

Le giornate trascorrevano serene, tra discussioni su involucri e automobili, e gesti osceni di Rira in presenza del cameriere Sergio ("così è un mostro, così è normale", seguito da ampi gesti con le braccia).

Un pomeriggio in spiaggia, le due amiche si stavano appropinquando verso l'acqua quando, l'Animatore Bandana Rosa, che già da questo particolare è facilmente delineabile, per invitare i giovani a giocare al sempre divertente beach volley, tuonò dal microfono:"su dai ragazzi, venite a giocare a beach, venite a far volare la palla con noi, e anche voi ragazze, su dai, venite a fare il tifo!!!". Bandana Rosa, l'acerrimo nemico.

Le due eroine quasi tentate di impersonare Nami e Mila lasciarono correre, optando per un fresco bagno sbollentatore di rabbia.

E così iniziò ad avviarsi alla fine la bella avventura di Rira e di Cheglia, la Baby dance sfrenata era una costante e i tentativi (sempre falliti) di Rira di risolvere un intero cruciverba erano l'attrazione dei pomeriggi.

E come ogni favola che si rispetti c'è anche la morale. Che precisamente è:

'Fanculo ai sassi (**)

(*)Ovviamente, Cheglia tornò a casa con un pugno di mosche, intimamente convinta che un giorno l'avrebbe rincontrato. Illusa.

(**) Il riferimento è ai sassetti del bagnasciuga, che si dimostravano molto fetenti quando si cercava di salire dall'acqua.

Fine della storia e fine delle vacanze...Amica mia, te l'avevo promesso un bel post, no?!?!
grazieeeee :)

Thursday, August 09, 2007

Ancora vacanze

Altre vacanze, altre assenze...fra 8 giorni spero di riuscire ad aggiornare (che curioso ma simpatico gioco di parole)... :)

Monday, July 30, 2007

Sleeping sun

Mi ricordo la prima volta che ho guardato le nuvole.

Ero piccola, non so quanti anni avevo, comunque non molti. Mi sono stesa sul prato della mia scuola dopo l'ora della merenda e, con il naso all'insù, tentavo di capire come funzionavano quelle cose bianche nel cielo.

Mi ricordo che la prima volta che le ho guardate bene, con attenzione, ho realizzato che non stavano ferme, ma era il vento che le muoveva!! E siccome ero bambina, senza cellulare, buchi alle orecchie, fidanzati o mancati tali, la soddisfazione per una così importante scoperta mi pervadeva e mi faceva sentire come James Cook alla vista delle coste dell'Australia...Che grande fonte d'orgoglio avere scoperto il segreto delle nuvole!

Allora, quassù tra le montagne, mi sono rimessa a guardarle, le nuvole. E mentre ascoltavo Sleeping sun dei Coldplay, mi sono venuta in mente quando, sdraiata e ingenua contemplavo il cielo blu e le sue belle nuvole bianche bianche che lo guarniscono, come la panna montata sul gelato...

Monday, July 23, 2007

E' luglio e fa caldo

Sarà per questo motivo che non ho spinte artistiche di nessun genere...Stare al computer non mi procura nessun brividino lungo la schiena.
Ma sicuramente sarà un disagio passeggero, in estate tendo a sospendere ogni attività che richiede un qualche tipo di sforzo percettibile.
Accidia estiva, la chiamerei.
Anche ad agosto sarò via, non tutto il mese però; chissà se nei giorni in cui sarò a casa la mia donnina-del-cervello si riuscirà ad allontanare dal ventilatore-del-cervello per aiutarmi ad aggiornare questo verdissimo blog...
ciau

Wednesday, July 11, 2007

Saturday, May 12, 2007

L'estate sta arrivando

Qui a Bologna il caldo della primavera assomiglia tanto al caldo dell'estate, per cui vorrei regalarmi un po' di sostegno per ciò che inevitabilmente il mio corpo - e non solo - mi sta iniziando a comunicare (senza entrare nei dettagli, vorrei solo spezzare una lancia in favore di coloro a cui l'ascella si emoziona).

"Silos"
Sappiamo che il nostro organismo
secerne svariate sostanze,
ma il loro utilizzo ancora ci e' ignoto
per la nostra scarsa nozione del cosmo,
per la nostra scarsa nozione del corpo,
a causa del fatto che misconosciamo
le varie funzioni cui esso e' preposto e perche'.
Diciam che la cacca fa schifo, ma cio' non e' un dato oggettivo:
siam condizionati in questo giudizio dall'uomo che vive nel mondo rotondo
che gira, che gira, che gira, che gira e che mai si fermera'.
Son tante le cose segrete
dal nostro organismo secrete.
Ci sono i capperi, il muco, il bianco della lingua,
il catarro, il sudore, lo sporco in mezzo alle dita dei piedi.
Il tartaro, il pus, le cacche delle ciglia, la formaggia, il cerume,
il mestruo, la pipi' e la pupu'.
E allora cantiamo in coro, cantiamo in coro, cantiamo in coro:
Voglio un silos, si' lo voglio un silos per riporvi i frutti del mio corpo;
voglio un silos, si' lo voglio un silos, si' lo voglio per l'umanita'.
I dati di cui disponiamo ci dicono che nel futuro
le fonti di cibo piu' scarse saranno
per l'uomo che vive nel mondo rotondo
che gira, che gira, che gira, che gira e che mai si fermera'.
E allora ricorso fara' a cio' che egli secernera',
e un silos d'amor riempira'
serbando i capperi, il muco, il bianco della lingua,
il catarro, il sudore, lo sporco in mezzo alle dita dei piedi.
Il tartaro, il pus, le cacche delle ciglia, la formaggia, il cerume,
il mestruo, la pipi' e la pupu'.
E allora cantiamo in coro, cantiamo in coro, cantiamo in coro:
Voglio un silos, si' lo voglio un silos per riporvi i frutti del mio corpo;
voglio un silos, si' lo voglio un silos, si' lo voglio per l'umanita'.
Le sostanze dal corpo secrete oggigiorno non sono piu' segrete.

Per questo illuminante testo rendiamo grazie alla genialità di Elio e le Storie tese.